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Sembra proprio di no…. a oltre due secoli dalla sua nascita l’Omeopatia è viva e in buona salute, e la sua reputazione nella popolazione è sempre più solida nonostante i periodici e ben concertati attacchi a cui viene sottoposta di tanto in tanto, come nel caso della recente squallida e denigratoria trasmissione di alcuni giorni fa su Rai 3.

Le associazioni che riuniscono i medici omeopati italiani hanno formulato un comunicato che trovate per esteso sul sito della F.I.A.M.O. di cui faccio parte.  Vedi sito F.I.A.M.O.

Ogni medico omeopata di buon senso riconosce senza esitazione gli straordinari progressi e risultati che la medicina “convenzionale” e la chirurgia hanno maturato nel contesto di ciò che chiamiamo “verità scientifica”,  però chi si è avvicinato all’Omeopatia ha avuto la curiosità di guardare anche fuori da questo rassicurante recinto e il coraggio di avventurarsi in un territorio di cui ha a poco a poco compreso e imparato ad applicare le leggi per curare al meglio i suoi pazienti.

Curiosità, coraggio e che altro?  Senz’altro l’umiltà di mettere i fatti (studio, sperimento e vedo che funziona) al primo posto lasciando che gli scienziati e i ricercatori ne svelino i misteri (come funziona?).
Noi medici siamo sulla prima linea del fronte con i nostri pazienti, ma sappiamo bene che di ricerca ne è stata fatta e tanta, basterebbe che gli inquisitori si degnassero di sfogliare qualche studio pubblicato sulle riviste scientifiche.
Io per età anagrafica e professionale (oltre 40 anni di omeopatia) sono ormai immunizzato nei confronti di questi attacchi, ne ho visti tanti e sono più o meno tutti uguali, certo mi infastidiscono, ma non sento più il bisogno di prendere una dose di Staphysagria, il prezioso rimedio che usiamo per i nefasti effetti dell’indignazione e  della collera repressa (quella che si accompagna all’impulso di schiaffeggiare l’interlocutore o di gettare oggetti per terra, e che ci fa venire mal di testa o mal di stomaco).


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